Euro 2020 | La Figc candida ufficialmente lo Stadio Olimpico di Roma

L’Europeo itinerante potrebbe far tappa a Roma

di antonio

La doppia candidatura di Roma e Milano era poco fattibile e non avrebbe sicuramente riscontrato il gradimento dell’Uefa. La Figc ha preferito concentrarsi su un’unica candidatura, quella di Roma e del suo Stadio Olimpico, ed escludere Milano (la città lombarda potrebbe ospitare la finale di Champions League del 2016). Stiamo parlando del primo Campionato Europeo di calcio della storia che non avrà una nazione fissa ospitante. Si disputerà nel 2020 e la Figc ha candidato ufficialmente lo Stadio Olimpico.

La proposta contenuta nel dossier della FIGC prevede l’ipotesi capitolina per una gara del primo turno e di una sfida ad eliminazione diretta negli ottavi o quarti di finale. Il prossimo 19 settembre saranno scelte 13 città tra quelle che si sono candidate. La candidatura italiana ha di fatto ricevuto un pieno sostegno dal Governo, da Roma Capitale, dal CONI e da tutte le componenti della FIGC. Il dossier di 210 pagine coordinato dal Vice Presidente federale Demetrio Albertini che punta sulla tradizione del calcio italiano, sull’importanza mondiale di Roma e le potenzialità dell’Olimpico. Le parole di Giancarlo Abete, presidente della Figc:

“Abbiamo l’ambizione di fare dell’Italia e di Roma un valore fondamentale per un ‘EURO for Europe’. Candidando Roma vogliamo dare il nostro contributo per fare di questo torneo il più grande omaggio all’Europa che la storia sportiva possa ricordare. Partendo da due candidature per diversi motivi non andate a buon fine, ci siamo messi al lavoro per preparare un dossier completamente diverso, che sinceramente riteniamo in grado di vincere. Abbiamo cercato di coinvolgere in tempi brevissimi tutti gli attori, dal Governo all’amministrazione di Roma Capitale, tenendoci in contatto anche con il Comune di Milano per coordinare insieme il lavoro sulla candidatura alla finale di Champions 2016”.

Albertini spiega la scelta di candidare solo Roma:

“Partendo da due candidature per diversi motivi non andate a buon fine, ci siamo messi al lavoro per preparare un dossier completamente diverso, che sinceramente riteniamo in grado di vincere. Abbiamo cercato di coinvolgere in tempi brevissimi tutti gli attori, dal Governo all’amministrazione di Roma Capitale, tenendoci in contatto anche con il Comune di Milano per coordinare insieme il lavoro sulla candidatura alla finale di Champions 2016”.

Secondo un sondaggio commissionato alla Doxa il 77.2% del campione intervistato apprezza il nuovo format dell’evento e il 73% è d’accordo sulla scelta di ospitare in Italia una parte delle gare. Ecco i criteri decisi dal’Uefa per l’assegnazione delle partite:

• Le partite verranno suddivise in 13 pacchetti diversi: 12 pacchetti ordinari comprenderanno tre partite della fase a gironi e un turno a eliminazione diretta (ottavo di finale o quarto di finale), mentre un pacchetto comprenderà le semifinali e la finale;
• Sarà selezionata al massimo una città per nazione, e dunque uno stadio per ciascuno dei 13 pacchetti disponibili. Entrambe le semifinali e la finale verranno giocati in uno stadio;
• Ogni federazione potrà presentare al massimo due candidature, una per il pacchetto ordinario e una per il pacchetto semifinali/finale. Ai fini delle candidature, ogni federazione può scegliere se presentare la stessa città o due città diverse.

Nella candidatura verranno ammessi gli stadi proposti. Se è prevista la costruzione di nuovi stadi, la scadenza per l’inizio dei lavori è fissata al 2016. In caso di superamento dei termini prestabiliti, la decisione relativa alle città ospitanti potrebbe essere rettificata. Gli stadi devono avere le seguenti capienze nette minime:

• 70.000 posti a sedere per le semifinali/finale;
• 60.000 posti a sedere per i quarti di finale;
• 50.000 posti a sedere per gli ottavi di finale e la fase a gironi;
• Sono ammesse due eccezioni per gli stadi con una capienza netta minima di 30.000 posti a sedere. Tali eccezioni vengono ammesse solo per le partite della fase a gironi e per un incontro degli ottavi di finale.

Tutte le squadre che partecipano alla fase di qualificazione e i 13 paesi che ospiteranno gli incontri non sono automaticamente qualificati. In ciascuno dei sei gironi della fase finale verranno sorteggiate al massimo due squadre ospitanti. Nella fase a gironi, ogni squadra ospitante qualificata avrà la garanzia di disputare due partite in casa. Non sono previste garanzie simili per i turni a eliminazione diretta.

Per la fase a gironi, la composizione del gruppo resta soggetta alla nomina delle teste di serie e al sorteggio. Tuttavia, per la designazione delle squadre ospitanti nei gironi verrà considerata anche la distanza chilometrica (per esempio, e se possibile, non si dovranno superare le due ore di volo tra le città ospitanti, in modo da semplificare l’accesso ai tifosi in trasferta).

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