Daniele De Santis, l'accusa è di omicidio volontario

Parla Daniele De Santis detto Gastone: "Non ho sparato io". La Polizia non gli crede.

25 giugno 2014, ore 10.00: con la morte di Ciro Esposito, si aggrava, naturalmente, la posizione giudiziaria di Daniele De Santis.

L'accusa per De Santis diventa di omicidio volontario: la nuova impoutazione gli sarà notificata in giornata. Dopodiché, i pubblici ministeri Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, predisporranno l'autopsia della vittima.

Daniele De Santis dice di non aver sparato

A due giorni dall'agguato in zona Tor di Quinto ai danni di Ciro Esposito, tifoso napoletano ferito da un colpo di arma da fuoco, filtrano le prime parole di Daniele De Santis detto Gastone, l'ultrà romanista attualmente in stato di fermo con l'accusa di tentato omicidio. Secondo le agenzie di stampa De Santis avrebbe dichiarato di non essere stato lui a premere il grilletto della pistola ritrovata sul luogo dell'aggressione.

Al momento non si sa ancora se oltre a negare di essere stato lui a sparare abbia anche fatto il nome di qualcun altro, ma la Polizia comunque non crede a questa versione dei fatti. Contro di lui ci sono prove apparentemente schiaccianti, anche grazie alla testimonianza della donna che, secondo la ricostruzione dei fatti, l'ha sottratto al linciaggio degli ultrà napoletani dopo che la pistola si era inceppata.

Ad ogni modo la prova definitiva arriverà con l'esito dell'esame 'del guanto di paraffina', atteso a giorni, al quale è stato sottoposto De Santis dopo l'arresto per verificare se sulla sua mano ci fossero tracce di polvere da sparo.

Roma, Daniele De Santis detto Gastone: ecco chi è

Dalle prime ore dell’alba, ha un nome e un cognome l’uomo che ieri pomeriggio ha sparato, ferendolo gravemente, al tifoso del Napoli Ciro Esposito: si chiama Daniele De Santis, noto ai più con il soprannome di ‘Gastone’. Ha 48 anni, è uno degli storici boss della curva giallorossa, già noto alle forze dell’ordine. Gastone è ora accusato di tentato omicidio, dopo essere stato ammanettato proprio nella notte all’ospedale Gemelli, presso il quale è ricoverato in seguito alla ferita ad una gamba rimediata negli scontri con i tifosi del Napoli. In un primo tempo, era circolata la voce secondo la quale a provocare il De Santis fossero stati i napoletani, ma le ultime ricostruzioni dicono l’esatto contrario.

Stando a quanto trapela dagli inquirenti, sarebbe stato proprio ‘Gastone’ a provocare i tifosi del Napoli con un fitto lancio di fumogeni: a quel punto ci sarebbe stata la reazione dei sostenitori partenopei, ai quali De Santis ha replicato facendo esplodere dei colpi d’arma da fuoco. Escluso l’agguato premeditato: le forze dell’ordine negano la possibilità che il boss della curva giallorossa sia stato aggredito dopo essere stato riconosciuto per via di un tatuaggio. Quando le forze dell’ordine sono giunti nei pressi dell’attività del De Santis, hanno trovato il 48enne a terra e privo di sensi, con una pistola semiautomatica calibro 7,65 a matricola abrasa poco distante. Ora, alla Questura di Roma il compito di stabilire la precisa dinamica dei fatti.

Chi è Daniele De Santis. Quello che nella tifoseria giallorossa chiamano Gastone, è un vero e proprio punto di riferimento nella Curva Sud della Roma. Lo conoscono bene anche le forze dell’ordine, poiché è stato arrestato una prima volta nel 1994, quando aveva 28 anni: De Santis fu assolto in merito agli scontri avvenuti durante Brescia - Roma, allorquando fu accoltellato il vice questore Giovanni Selmin e feriti ben 16 agenti. Nel 1996 Gastone finisce nuovamente in manette per aver ricattato, assieme ad altri tifosi giallorossi di estrema destra, l’allora presidente della Roma, Franco Sensi. Il culmine della 'carriera criminale' di Daniele De Santis, giunge nel 2004, quando assieme ad altri sei tifosi riuscì a far rinviare il derby Roma - Lazio diffondendo una falsa notizia secondo la quale durante gli scontri tra tifoserie fuori dall’Olimpico, un bambino era stato schiacciato da una camionetta della polizia. Nel 2008 il tribunale di Roma decise nei confronti di De Santis e compagnia il non luogo a procedere.

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