Brasile 2014, Maradona all'attacco della Fifa

Il Pibe de oro, commentatore per la tv venezuelana Telesur, contro i nemici di sempre. Fra calcio e politica

Brasile 2014 - Diego Armando Maradona non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di questi mondiali sudamericani per attaccare, come al solito, il sistema-calcio, la Fifa e il suo nemico personale Joseph Blatter.

L'ex numero 10 dell'Argentina e del Napoli ha firmato un contratto con l'emittente venezuelana Telesur per un programma televisivo di commento al mondiale brasiliano.

Il programma si intitola De Zurda (da sinistra, gioco di parole che può essere interpretato politicamente o relativamente alla mano sinistra, quella con cui Maradona sbloccò il risultato del match contro l'Inghilterra nei mondiali dell'86 [nel filmato], segnando irregolarmente il gol ribattezzato Mano de Dios). E non poteva essere altrimenti, visto che Telesur è l'emittente di stato venezuelana, prima "casa" di Chavez, ora di Maduro, delfino dello scomparso leader venezuelano.

E quindi, si parla di calcio e di politica.

Calcisticamente parlando, nel corso della prima puntata – in diretta da Rio De Janeiro – Maradona ha indicato la sua squadra favorita per la vittoria finale. Il Brasile. Ma poi ha aggiunto, fra il serio e il faceto:

«I favoriti perdono sempre»

Quindi ha incoronato Luis Suarez come miglior attaccante della manifestazione, prima ancora che si giochi un solo incontro.

Il programma vede il calciatore affiancato da Victor Hugo Morales, celebre cronista uruguaiano il cui commento al secondo gol di Maradona contro l'Inghilterra (quello che viene ricordato come il gol del secolo [nel secondo filmato]) ha fatto il giro del mondo. Ed è anche l'audio di apertura della trasmissione.

Ma, archiviata la parte calcistica, ecco la politica. E i soliti nemici del pibe de oro spuntano fuori.

«La Fifa guadagna 4 miliardi di dollari [dalla Coppa, ndr]. Il Paese che vince ne riceve 35 milioni. Qualcosa non va. C'è una multinazionale che sta uccidendo il calcio. Blatter è un ricco e non fa niente. Non è come Bill Gates, che lavora. Blatter non fa niente!»

L'affondo dell'ex calciatore – che ha il dente avvelenato contro tutto il meccanismo internazionale che controlla il mondo del pallone fin dal 1994, quando venne escluso dai Mondiali per doping – rincara la dose rispetto a quanto dichiarato nei giorni passati, mentre la Fifa era nella bufera – già passata? – per lo scandalo-corruzione in Qatar.

Per Maradona, in Fifa girano mazzette enormi da anni. La Fifa è la sua ossessione. E dopo aver raccontato dell'82, dell'86, della sua carriera, sempre più a suo agio col microfono e il mezzo televisivo (non è la sua prima esperienza da commentatore e co-conduttore) ha rincarato, rivolgendosi al presidente del Brasile, Dilma Rousseff:

«Non ho dubbi: il Brasile farà un grande Mondiale. Ma non dimentichiamoci delle persone della Fifa. Che potere. Che potere malvagio. La verità è che non c'è il clima giusto per un Mondiale. Dilma, tifo per te, ma questo evento è stato portato qui da persone cattive».

Diego Armando Maradona

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