Chiellini 'perdona' Suarez: "Squalifica eccessiva, non provo rabbia contro di lui"

Le parole del difensore azzurro, morso dall'avversario: "Al momento il mio unico pensiero è per Luis e la sua famiglia, perché si troveranno ad affrontare un periodo molto difficile"

Giorgio Chiellini perdona Luis Suarez. Questo è il sunto del messaggio che il difensore della Juventus ha scritto poco fa sul suo sito personale. Il riferimento è ovviamente all'episodio avvenuto nel corso del secondo tempo di Italia-Uruguay, quando l'attaccante sudamericano ha letteralmente morso l'azzurro. Pur non essendo stato espulso dall'arbitro, grazie alle immagini televisive, Suarez è stato ovviamente sanzionato dalla Commissione Disciplinare della FIFA, peraltro in maniera molto pesante (9 partite internazionali e 4 mesi di squalifica).

A distanza di meno di 24 ore dall'annuncio della stangata ai danni dell'attaccante del Liverpool, ecco l'intervento di Chiellini, dai toni decisamente diversi da quelli utilizzati a caldo dopo la fine della partita di martedì, quando ha mostrato in favore di telecamere e giornalisti a più riprese i segni sulla spalla del morso subito dall'avversario, non nuovo a gesti del genere.

Sul sito di Chiellini si legge:

Dentro di me ora non ci sono sentimenti di gioia, di vendetta o di rabbia contro Suarez per un incidente che è accaduto in campo ed è finito lì. Rimangono solo la rabbia e delusione per la partita persa.
Al momento il mio unico pensiero è per Luis e la sua famiglia, perché si troveranno ad affrontare un periodo molto difficile.

Quindi il giudizio sulla squalifica comminata al collega, che di fatto potrà tornare a giocare in Premier League soltanto l'1 novembre prossimo, e che ha già provocato l'indignata reazione di una vecchia conoscenza del nostro calcio, Chevanton.

Ho sempre considerato inequivocabili gli interventi disciplinari da parte degli organi competenti, ma allo stesso tempo credo che la formula proposta sia eccessiva. Spero sinceramente che gli sarà consentito, almeno, di stare vicino ai suoi compagni di squadra durante le partite perché tale divieto è davvero alienante per un giocatore.

Se anche la vittima del gesto dichiara ingiusta la pena inflitta al colpevole, significa che la Fifa ha esagerato? O che per i calciatori che fanno della cattiveria agonistica il punto di forza la solidarietà tra colleghi viene prima di tutto?

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