Tavecchio scrive lettera di scuse a tutte le federazioni, ma l’indagine Uefa va avanti

Il presidente della Figc prova a recuperare credito dopo lo scivolone su Opti Poba: intanto non sarà al convegno Uefa contro il razzismo, manderà Beretta

Questa sera a Bari la nazionale di Antonio Conte debutterà in amichevole contro l’Olanda. Sarà la prima uscita ufficiale di Carlo Tavecchio da presidente federale, ma in questi giorni l’ex numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, non è solo impegnato a ricostruire il club Italia. Deve anche recuperare credito dopo la pessima figura fatta durante la conferenza stampa di annuncio candidatura, quando parlò di Opti Poba, “calciatore di colore che prima mangiava banane nel suo Paese e poi è venuto in Italia a giocare titolare nella Lazio”. Un’uscita infelice che causò rimostranze e indignazioni anche in ambito internazionale, tanto che l’Uefa ha aperto un’indagine per osservazioni di stampo razzista.

Tavecchio sta ora cercando disperatamente di rifarsi un’immagine, ma la strada è in salita, anche per via di una fedina penale non immacolata. In queste ore il presidente della Figc ha inviato una lettera di scuse a tutte e 53 le federazioni che sono iscritte all’Uefa: le argomentazioni sono quelle pubblicamente comunicate da Tavecchio, che ribadisce il suo impegno costante per le popolazioni dell’Africa. Una lettere che servirà a poco o nulla, poiché nonostante il Procuratore Federale Stefano Palazzi abbia archiviato il fascicolo aperto dalla giustizia sportiva italiana, l’indagine Uefa va avanti in maniera autonoma e non sembra voler fare sconti.

L’ispettore Uefa che si sta occupando del caso, pur avendo ricevuto tutto il materiale inviato dalla Figc, prende tempo e la sentenza non arriverà prima dell’11 settembre. Per Tavecchio potrebbe esserci un “cartellino giallo” (warning) o addirittura l’inibizione a tempo dalle commissioni UEFA. Intanto, Carlo Tavecchio ha già fatto sapere che non parteciperà per impegni concomitanti al convegno UEFA sul razzismo che si terrà a Roma tra il 10 e l’11 settembre. Peccato, perché sarebbe stata questa un’importante occasione per il presidente Federale di misurarsi in pubblico con il tema che tante noie gli sta causando. Al suo posto, sarà inviato Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio e Vicepresidente della Figc.