Esoneri addio: zero in Inghilterra, ma pochi anche altrove

Fiducia più a lungo termine per gli allenatori del Vecchio Continente: prima di Natale esonerati solo 13 su 98 squadre tra i cinque maggiori campionati europei.

La domanda all’apparenza pare semplice, ma la risposta sorprende e non poco: cosa accomuna Donadoni, Pearson, Streich, Escribà e Garande? Sì, va bene, sono tutti e cinque degli allenatori, ma forse non tutti sanno che guidano le squadre attualmente ultime in classifica nei cinque maggiori campionati europei. E tutti non sono stati esonerati! Che il trend di quest’ultimo periodo, in Italia come all’estero, fosse cambiato rispetto al più o meno recente passato era assodato, ma addirittura pare che al giorno d’oggi esonerare un allenatore sia proprio passato di moda, vuoi per la crisi economica che attanaglia i portafogli a tutte le latitudini europee, vuoi perché col tempo si è capito che va bene la scossa, ma grandi miracoli chi subentra ne può fare pochi.

Così il famigerato panettone, quello che si dice venga mangiato dai “mister” quando arrivano fino a Natale senza schiodarsi dalla panchina assodata di luglio, quest’anno può gustarlo la stragrande maggioranza dei tecnici che avevano condotto le operazioni nel ritiro estivo e poi per questa prima parte di stagione; addirittura in Inghilterra, nonostante le delusioni non manchino, i venti manager sono rimasti in blocco al loro posto, compreso il già citato Nigel Pearson del Leicester ultimo e in chiara difficoltà, o i vari Rodgers (Liverpool), Bruce (Hull) o Dyche (Burnley), anche loro non brillantissimi fino ad ora. In Francia lo stesso: solo i corsi del Bastia hanno deciso di dare il benservito a Makelele appannaggio del duo Printant-Sekli, mentre il Caen fanalino di coda (ma anche un Evian o un Metz) ha ancora fiducia in Garande.

Chiaramente, un esonero su quaranta squadra tra Inghilterra e Francia sono un evento straordinario (a nord della Manica non accadevano zero avvicendamenti prima di Natale da 19 anni, sotto il Canale l’anno passato a quest’ora già in cinque si erano passati il testimone), anche perché negli altri Paesi i numeri sono in diminuzione ma comunque qualche cambio c’è stato. In Spagna per esempio sono quattro gli allenatori esonerati e cioè Ferrer del Cordoba, Mendilibar del Levante, Arrasate della Real Sociedad (al suo posto Moyes) e Francisco dell’Almeria, ma stranamente non Escribà attualmente ultimo con l’Elche, così come è salvo Streich del Friburgo in Germania e il noto Klopp del Dortmund che attualmente occupano le ultime due posizioni in Bundesliga (dove ci sono già stati 4 avvicendamenti tra Schalke, Stoccarda, Amburgo e Werder). E in Italia? Siamo a quattro (Corini, Mazzarri, Bisoli e ora Zeman), come dodici mesi fa. Ma meno del passato più remoto.