Chelsea, il solito Mourinho: “C’è una campagna mediatica contro di noi”

L’allenatore del Chelsea protesta per il giallo per simulazione a Fabregas e accusa i suoi colleghi.

La stagione di Premier League in questo periodo natalizio è entrata nel suo momento più caldo, la lotta tra Chelsea e Manchester City si fa sempre più avvincente, e come al solito José Mourinho riscalda l’ambiente. Il portoghese è uno specialista nell’attirare l’attenzione sulle su dichiarazioni per sottrarre la squadra alle pressioni e ieri ha dato prova della sua abilità. A fine partita lo Special One ha attaccato arbitri, colleghi allenatori e giornalisti di tv e carta stampata. Il motivo? Un cartellino giallo rifilato a Fabregas per simulazione, a suo modo di vedere frutto di una vera e propria campagna mediatica per condizionare gli arbitri nelle valutazioni che riguardano la sua squadra.

Ieri lo spagnolo ha protestato per un rigore non assegnato, l’ex Barcellona sosteneva di essere stato sgambettato in area dal giovane Targett, ma per l’arbitro Taylor il contatto non era tale da giustificare la caduta e così ha estratto il giallo per simulazione. Per Mourinho la valutazione del direttore di gara è stata condizionata dalle polemiche degli ultimi giorni, in particolare dalle dichiarazioni di qualche giorno fa di Sam Hallardyce, allenatore del West Ham, in seguito alla sconfitta per 2-0 contro i Blues. Queste le dichiarazioni piccate di Mou:

Non so perché ci sia una campagna contro di noi e non mi interessa. La stampa, i commentatori, gli altri allenatori, stanno tutti mettendo pressione sui direttori di gara. Tutti hanno visto il rigore per il fallo in area contro Fabregas. L’arbitro ha fatto un errore, grosso, ma capita che la gente sbagli. È un buon arbitro, giovane, sono cose che succedono. Ma guarda caso succede dopo che Hallardyce ha accusato uno dei miei giocatori di essersi tuffato per guadagnare un rigore. E poi un altro allenatore dice la stessa cosa. E poi un altro ancora. Partita dopo partita, c’è un coro di accuse non meritate contro di noi. E adesso un arbitro ci dà un’ammonizione invece di un rigore. Andrò dal direttore di gara, gli farò gli auguri di buon anno e aggiungerò che dovrebbe vergognarsi per l’errore fatto.

Il pareggio ottenuto contro il Southampton, senza riuscire a fare un solo tiro in porta nella ripresa come lo stesso allenatore ha sottolineato, sicuramente ha contribuito a renderlo nervoso. Anche perché il passo falso concedeva una chance al Manchester City, impegnato subito dopo in casa contro il non irresistibile Burnley. Per fortuna di Mourinho e del Chelsea i diretti concorrenti sono stati capaci di farsi rimontare due gol e così i tre punti di distanza sono rimasti invariati. La statistica dice che ogni volta che il portoghese ha chiuso l’anno in testa ha poi sollevato il titolo a fine stagione. Chissà se basterà questo dato a tranquillizzarlo o se le sue esternazioni non siano anche frutto della pressione imposta dal duello a distanza.

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