Ancora violenza in Grecia: sospeso il derby di coppa tra Aek e Olympiakos

Un'altra notte di tensione nel calcio greco, di nuovo in occasione di un derby di Atene.

Non c'è pace nel calcio greco. Ancora una volta fa parlare di sé per le intemperanze dei suoi tifosi, la linea dura intrapresa dal governo Tsipras non sembra per il momento aver sortito nessun effetto. Ieri sera all'Olimpico di Atene era di scena il sentito derby tra Aek e Olympiakos, gara di ritorno dei quarti di finale di Coppa di Grecia. All'andata i gialloneri, attualmente primi in seconda divisione e vicini al ritorno nell'élite dopo i guai giudiziari degli ultimi anni, avevano pareggiato 1-1 in casa dei biancorossi. Un risultato che li qualificava alle semifinali fino all'88' quando Franco Jara ha realizzato il gol dell'1-0 che premiava gli ospiti.

Immediatamente i sostenitori dell'Aek hanno iniziato un fitto lancio di oggetti e petardi sul campo. Una ventina di ultras sono scesi in campo, lanciando oggetti contro i calciatori e la polizia. Le due squadre e gli arbitri si sono subito rifugiati negli spogliatoi. Nel frattempo la polizia è riuscita a fatica a ristabilire l'ordine. Dopo poco più di mezz'ora di interruzione è arrivato l'annuncio che la gara non sarebbe più ripresa e che l'Olympiakos avrebbe conquistato la vittoria a tavolino e conseguentemente l'accesso alle semifinali.

Ricordiamo che lo scorso 26 febbraio il governo aveva sospeso il campionato in seguito agli incidenti occorsi durante il derby tra Panathinaikos e Olympiakos, non era la prima volta che si arrivava ad una soluzione così drastica. Soltanto la scorsa settimana il torneo era ripreso ma con l'obbligo di giocare tutte le partite a porte chiuse. Ieri però era una sfida di coppa e per questo i tifosi erano ammessi, in 70.000 hanno riempito la tribune dell'Olimpico, soprattutto tifosi dell'Aek affamati di calcio che conta e ottimisti dopo il pareggio dell'andata. Abbiamo visto com'è andata a finire, ora ci si attende una nuova stretta da parte del governo che potrebbe decidere per iniziative ancora più drastiche.

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Foto via twitter.com

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