Ronaldo protagonista oggi in tribunale: "Non sono un evasore"

Cristiano Ronaldo oggi si è confrontato per la prima volta con la giustizia spagnola, che lo accusa di aver evaso 14,7 milioni di euro dal 2011 al 2014. La procura spagnola lo accusa di essersi macchiato di un'evasione volontaria e consapevole, teoria accusatoria che Ronaldo rifiuta con forza. Quando un mese e mezzo fa si diffuse la notizia il portoghese si amareggiò molto, al punto da prendere seriamente in considerazione l'idea di lasciare la Spagna. Fortunatamente per il Real, CR7 ci ha ripensato ed ha scelto di restare in Spagna e di difendersi nelle sedi preposte.

Davanti al giudice Mónica Gómez Ferrer, Ronaldo ha spiegato di sentirsi a posto con la coscienza: "il fisco spagnolo conosce nel dettaglio tutti i miei ricavi. Non ho occultato nulla né ho avuto l’intenzione di evadere. Ho sempre dichiarato i miei redditi in modo volontario, tutti dobbiamo farlo. Chi mi conosce sa cosa chiedi ai miei assistenti: che controllino tutto quotidianamente e che paghino correttamente perché non voglio problemi. Quando ho firmato per il Real non ho creato alcuna struttura speciale che gestisse i miei diritti di immagine, ho mantenuto la stessa che avevo in Inghilterra".

Secondo 'As' ci sarebbe stato un confronto molto duro, nel corso del quale Ronaldo si sarebbe lasciato scappare una frase decisamente inopportuna: "Mi trovo qui solo perché il mio nome è Cristiano Ronaldo". Un'affermazione alla quale il giudice avrebbe risposto con fermezza: "Lei è qui perché l'accusa ha fornito delle prove su un suo presunto reato fiscale, qui si sono sedute anche persone del tutto anonime".

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