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Federico Marchetti è pronto a riprendersi la porta della Lazio ai danni del più giovane e “protetto” Berisha, portiere sul quale per esempio Igli Tare ha puntato tutto da subito, quasi imponendolo ai tecnici (Reja prima, Pioli poi) proprio per mettere alle strette un Marchetti in rotta con la società per non averlo lasciato andare al Milan due anni or sono e poi parallelamente in crisi di prestazioni.

E pensare che Marchetti era uno dei motori della Lazio di Petkovic, quella della Coppa Italia in finale ai danni della Roma, quella che comunque poteva battere chiunque e che stabilmente otteneva un piazzamento europeo. Il corto circuito avvenuto in seguito ha messo alle corde la carriera di uno degli eroi biancocelesti (che veniva da almeno due anni e mezzo a livelli mostruosi) e insieme ha anche creato un vuoto tecnico e di spogliatoio alla stessa squadra. I risultati si sono visti, e non sono neppure colpa di Berisha a ben vedere.

E’ stato tutto un ritorcersi contro, sulle cui colpe lo stesso Lotito non cade in piedi. Alla sua maniera, il patron laziale ha optato per il braccio di ferro. Adesso l’interesse comune è esattamente contrario, ma guai a parlare di Nazionale per Marchetti: Conte è deciso e ha deciso. Sirigu è all’altezza nel fare il vice-Buffon di assoluta garanzia, e nel frattempo ci sarà la covata Perin-Leali-Scuffet che porterà a scrivere il nome del futuro azzurro tra i pali. Quindi per Marchetti si tratta di tornare perlomeno a dimostrare di essere ancora da Serie A, di essere ancora quel Marchetti. E intanto il famoso “contratto della vita” per lui pare essere definitivamente sfumato.

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ultimo aggiornamento: 25-09-2014


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