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Il primo round è andato in scena mercoledì sera in diretta TV su Mediaset Premium: Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e attualmente commentatore TV per il ‘Biscione’, ha criticato duramente l’atteggiamento della Juventus al Vicente Calderon contro l’Atletico Madrid. “La Juventus ha giocato per il pareggio, mentre l’Atletico Madrid, con i suoi pregi e i suoi difetti, ha cercato di vincere la partita”, ha detto Sacchi. Osservazioni che hanno fatto imbufalire il tecnico bianconero, Massimiliano Allegri, che ha replicato seccato: “Arrigo, io e te non siam mai d’accordo. O hai visto un’altra partita tu, o ne ho visto un’altra io…”.

Nel prosieguo dell’intervista a Mediaset, Allegri ha approfondito facendo notare a Sacchi: “L’Atletico se n’è sbattuto di fare la partita, si sono messi in 10 dietro la linea della palla, non hanno fatto due passaggi di fila, cercando solo le mischie alzando il pallone”. Una disamina della partita molto fedele a quanto accaduto, non solo mercoledì sera, ma anche nelle precedenti 20 partite europee disputate al Vicente Calderon. Non è un caso, infatti, che Simeone e i suoi abbiano conquistato ben 18 vittorie, sbarazzandosi tra le mura amiche di calibri come Real Madrid e Barcellona, senza consentire loro di effettuare un tiro in porta, ricorrendo ad un catenaccio d’altri tempi e al fallo sistematico. Esattamente quello che è accaduto contro i campioni d’Italia, ma a quanto pare Sacchi, uno dei più grandi sostenitori del calcio spettacolo, è ammaliato da questo modo di giocare di Simeone:

“La partita di Madrid è stata difficile – sottolinea Sacchi sulla ‘Gazzetta dello Sport nell’editoriale dal titolo “In Europa così non va…” – , combattuta ma con poche emozioni. […] Gli uomini di Simeone in fase difensiva sono un esempio mentre in fase di possesso palla dimostrano carenze di gioco e tecnica. In ogni caso pur con calciatori di fama non elevata Simeone ottiene risultati impensabili grazie alla serietà e all’organizzazione. Un avversario ostico e complicato per tutti. La partita è stata equilibrata, ma alla fine ha vinto la squadra che ha cercato un po’ di più la vittoria – sentenzia Sacchi – Purtroppo gli uomini di Allegri hanno perso facendo melina più che possesso dando la sensazione di timore e di accontentarsi del pareggio. Il possesso serve per preparare l’affondo, la qual cosa non s’è verificata come dimostra l’assenza totale di tiri in porta…”.

Ineccepibile Sacchi quando evidenzia il fatto che il possesso palla non debba essere fine a se stesso e che alla fine vince chi tira in porta, ma l’analisi è carente di un dato che sta a monte e che dovrebbe far ugualmente riflettere: l’Atletico Madrid, a zero punti dopo la sconfitta in Grecia contro l’Olympiakos, in caso di risultato negativo contro i bianconeri avrebbe rischiato di compromettere il discorso qualificazione, eppure ha giocato come sempre, arroccato in difesa e senza tentare un’azione offensiva che non fosse una ripartenza. L’Atletico attende come un falco un errore dell’avversario, che prima o poi nell’arco di una partita, arriva. Il resto, è aria fritta, anche se Sacchi non è d’accordo e prosegue:

“Mi dispiace che un allenatore di livello come Allegri non l’abbia ammesso a fine partita. Max sta sviluppando con capacità il lavoro di Conte, come dimostrano i buoni risultati in campionato – continua – ma se in Italia l’attesa e la pazienza, prima o poi, premiano i bianconeri, in Europa non è così. Questo insegna la storia. In Europa si vince prendendo in mano la partita, avendo l’iniziativa del gioco, padronanza del pallone e mettendo in difficoltà l’avversario con il pressing. In Europa l’attendismo non paga – conclude Sacchi – La Juventus, che in questi anni ha dominato e vinto meritatamente in Italia, sono convinto che possa ripetersi anche in Champions, sempre che faccia tesoro delle esperienze negative di questi anni. Buon lavoro…”.

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Juventus Massimiliano Allegri notizie

ultimo aggiornamento: 03-10-2014


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