Tutino attacca la Juve: “Primavera e prima squadra stessa razza”, Pessotto prova a smorzare le polemiche

Un messaggio su Facebook dell’attaccante partenopeo ha riacceso la polemica sull’ormai famoso caso Gerbaudo, il dirigente juventino invece fa da pompiere e chiede più equilibrio nel giudizio.

Non si placano le polemiche tra Juventus e Napoli in seguito alla tanto chiacchierata esultanza di Gerbaudo dopo il gol bianconero al San Paolo che ha consegnato la Coppa Italia ai bianconeri allenati da Barone. Nei giorni scorsi il calciatore juventino è stato vittima di un linciaggio mediatico senza precedenti, addirittura un dirigente Figc, il vice presidente del settore giovanile scolastico Salvatore Colonna, aveva suggerito una pena esemplare come il Daspo. È chiaro che si è andati oltre il limite, dimenticandosi forse che si tratta pur sempre di un ragazzino che ancora deve compiere 18 anni, che ha subito già una decisa tirata di orecchie dal club che gli ha inflitto pure una multa.

In questi casi bisognerebbe essere più pompieri che incendiari, evidentemente non è di questo avviso Gennaro Tutino, attaccante della Primavera del Napoli, autore del gol del pareggio nella gara d’andata allo Juventus Stadium. Il giovane partenopeo ieri ha pubblicato un messaggio sulla sua pagina Facebook che non ha fatto altro che alimentare la polemica con tanto di insulti e minacce, per ora virtuali, tra tifosi delle opposte fazioni:

Buongiorno 🙂 .. Volevo precisare che l’esultanza del mio gol a Torino era rivolta esclusivamente ai tifosi del Napoli e non era assolutamente fatta per istigare qualcuno.. Visto che qualcuno si vuole giustificare dei gesti fatti al San Paolo .. È solo per mettere in chiaro questa cosa.. Anche se a dire la verità con tutti i cori e le cose che ci hanno detto non sarebbe bastato neanche zittirli , vabbe ma d’altronde primavera , prima squadra , la razza è quella ! ….Ora avanti in campionato.

La precisazione di Tutino nasce dal fatto che la sua esultanza nella gara d’andata non è stata tanto differente da quelli di Padovan e Gerbaudo, come è possibile vedere anche dal video. Poco importa il fatto che, come sostiene, i suoi gesti fossero rivolti ai sostenitori del Napoli (come vedremo Pessotto, che allo stadio c’era, non la pensa allo stesso modo), la provocazione c’è stata anche da parte sua. Si giustifica dicendo che i sostenitori della Juve avevano insultato il Napoli per tutta la durata della partita, la stessa tesi sostenuta dai giovani bianconeri, a quanto pare però anche nella valutazione di episodi del genere si usano due pesi e due misure. Quello che però è grave nel messaggio di Tutino è la conclusione, quell’alludere alla stessa razza quando parla dei suoi colleghi juventini accomunati alla prima squadra, con riferimento forse alla polemica che nei mesi scorsi ha visto coinvolto Marchisio.

L’esultanza di Gennaro Tutino allo Juventus Stadium

Subito dopo la fine della partita di Napoli la società, attraverso Gianluca Pessotto, aveva stigmatizzato il comportamento di Gerbaudo e chiesto scusa al Napoli e ai suoi tifosi. Questo però non è bastato a frenare l’ondata di indignazione scatenata dal gesto di un diciassettenne preso forse dalla gioia per la conquista di un trofeo. Il dirigente bianconero è tornato sulla vicenda in un’intervista per Radio Manà Manà Sport, ha ancora una volta condannato il gesto dei suoi ma allo stesso tempo ha chiesto più equilibrio nel giudizio:

Da una parte bisogna essere comprensivi, ma dall’altra evitare di giustificare certi comportamenti, perchè i ragazzi devono crescere ed imparare a gestire le tensioni. Dispiace che si sia parlato più di questo gesto, che dello straordinario risultato ottenuto dalla squadra. Abbiamo stigmatizzato il comportamento dei nostri giocatori e abbiamo subito chiesto scusa al pubblico napoletano. All’andata però Tutino ha fatto esattamente lo stesso gesto nei confronti dei nostri tifosi e non ho sentito le stesse polemiche. Certi gesti non devono avere nè maglia nè colori, devono essere banditi, indipendentemente da chi li compie. Invece ci si indigna solo quando riguardano la Juventus. Cerchiamo di valutare le situazioni allo stesso modo.

Una cosa è certa, il rumore provocato dall’episodio del San Paolo è stato di gran lunga maggiore di quello che il buon senso avrebbe suggerito. Questo è indice della poca tranquillità che ormai regna nel calcio italiano, dove tutti sono pronti a indignarsi per qualsiasi cosa e allo stesso tempo a voltare lo sguardo quando non si vuole vedere. Sui campi la domenica vediamo entrate da killer, pensiamo ai falli di Matuzalem e Cambiasso, in questi casi però basta un giallo o una giornata di squalifica, mentre per un’esultanza fuori luogo di un ragazzo di 17 anni arrivano tre giornate di squalifica e c’è chi chiede il Daspo. Ecco, forse c’è qualcosa che non va, e prima di fare la morale ai giovanissimi sarebbe bene che anche gli adulti si fermassero a riflettere per un po’, perché comportamenti come quelli di Gerbaudo e Tutino altro non sono che la conseguenza del clima pesantissimo che ormai si respira da tempo in questo paese.

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