Il Barcellona di Messi crolla a Monaco: serata storta o fine di un ciclo?

Il Bayern Monaco ha umiliato il Barcellona sotto gli occhi dei tifosi dell'Allianz Arena. Un 4-0 difficile da prevedere alla vigilia perché ottenuto contro la squadra che negli ultimi anni ha segnato il limite superiore da provare a raggiungere, la squadra che può vantare il calciatore forse più forte di tutti i tempi, Lionel Messi, più una serie di campioni che in questi anni hanno vinto tutto con il club catalano e con la nazionale spagnola. I tedeschi avevano già mostrato i muscoli contro la Juventus, all'indomani dell'eliminazione della squadra di Conte si era detto che il gap da colmare per raggiungere i top team europei era ancora ampio per i bianconeri, quello che abbiamo visto stasera invece ci dice che i futuri campioni d'Italia sono distanti sì dai campioni di Germania, ma forse in questo momento lo è un po' tutto il mondo calcistico.

A questo punto cresce la curiosità per la partita di domani sera tra le due seconde di Bundesliga e Liga, il Barcellona in campionato ha 13 punti di distacco sul Real Madrid di Mourinho, mentre il Bayern ne ha fatti addirittura 20 in più rispetto al Borussia Dortmund. Sarà importante valutare il rapporto di forza tra queste due squadre, un successo dei gialloneri potrebbe significare che gli equilibri del calcio europeo si stanno spostando, con la Spagna che perde terreno nei confronti di una Germania sempre più convinta dei propri mezzi. Già da stasera però si può dire che il Barcellona forse non è più al vertice della piramide, la dimostrazione di forza offerta dagli uomini di Jupp Heynckes suggerisce che ora il modello da seguire è rappresentato dal club bavarese che già pensa a come rinforzarsi in vista della prossima stagione, è di oggi la notizia dell'acquisto di Goetze..

L'analisi dei numeri della partita di Monaco emette un verdetto impietoso per i blaugrana, il calcio giocato e predicato negli ultimi cinque anni ha perso di efficacia, il problema è che con il Barcellona potrebbe affondare tutto il movimento calcistico spagnolo. Anche stasera la squadra di Vilanova ha fatto del possesso di palla la sua arma preferita, a fine partita Messi e compagni avevano tenuto il pallone tra i piedi per il 63% del tempo, il Bayern non è riuscito ad andare oltre, si fa per dire, il 37%. La montagna ha però partorito un topolino, gli spagnoli sono riusciti ad andare al tiro soltanto 4 volte (2 le conclusioni nello specchio della porta), contro i 13 tentativi, di cui 9 a bersaglio, dei tedeschi di Monaco. Soprattutto il Bayern con quel misero 37% di possesso ha fatto 4 gol ed è stato pericoloso praticamente per tutti i 90 minuti (per rendersene conto basta osservare questa statistica sulle zone d'azione proposta dal sito ufficiale della Uefa), è evidente che c'è qualcosa che non va: in patria questo sistema può pure continuare a funzionare, ma l'Europa sembra aver cambiato marcia.

Per questo la disfatta dell'Allianz oltre a restare nella storia del club potrebbe rappresentare qualcosa di più che una semplice eliminazione dalla Champions League. Heynckes si gongola per il grande calcio capace di esprimere la sua squadra, tanto poderoso in fase offensiva quanto attento e puntuale quando c'è da non prenderle (in campionato i gol fatti sono 89, soltanto 14 quelli subiti, impressionante), ma che accadrà fra poco più di due mesi? A Monaco sta per sbarcare Guardiola, colui che ha costruito il Barcellona dei record a sua immagine e somiglianza, e tutti si chiedono come l'allenatore spagnolo abbia preparato il suo ritorno sulla panchina dopo un anno sabbatico. Molto probabilmente Pep, da persona intelligente qual è, aveva già capito che il modello Barça era ormai al capolinea e in questi dodici mesi avrà osservato quello che accadeva nel continente per pensare ad un nuovo modo, più moderno se vogliamo, di fare bel calcio, certo non sarà facile fare meglio di una squadra che quest'anno potrebbe vincere tutto.

Quanto ai catalani, ovviamente restano una delle squadre più forti al mondo, ma forse è arrivato il momento di farsi un'esame di coscienza, di analizzare con calma e lucidità questa sconfitta per capire che strada prendere per il futuro. Certo fra otto giorni si rigioca e magari staremo qui a raccontare dell'ennesima clamorosa remuntada, anche se immaginare i tedeschi subire 5 gol in 90 minuti, dopo aver praticamente concesso a Neuer le ultime tre partite di ferie pagate non sembra verosimile.

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