Supercoppa italiana 2013, lite sulla sede. Lotito contro Agnelli: “Pensi al tuo orticello”

Il patron biancoceleste accusa il numero uno bianconero di badare solo ai proprio interessi. Restano tre ipotesi ad oggi.

È lite vera e propria tra Lazio e Juventus per decidere dove si disputerà la Supercoppa italiana ad agosto prossimo. L’unica certezza ad oggi è che la Signora non vuole giocare a Pechino, dove l’anno scorso i bianconeri affrontarono il Napoli. Perché? Perché gli uomini di Conte hanno già fissato da tempo una tournée nel Nord America pochi giorni prima della Supercoppa.
Resta però il fatto che, come vi abbiamo spiegato qualche giorno fa, c’è un contratto da onorare che prevede che entro il 2014 una finale di Supercoppa venga giocata in Cina (l’accordo prevedeva che 3 edizioni si svolgessero a Pechino tra il 2010 e il 2014 e 2 sono già state disputate). Dunque se non sarà Juventus-Lazio di agosto, sarà la Supercoppa 2014. Ed è chiaro che la Lega abbia tutte le intenzioni di chiudere l’accordo già quest’anno. Per almeno due motivi: perché se il prossimo anno la squadra vincitrice della Coppa Italia chiudesse il campionato al terzo posto, sarebbe impegnata nei preliminari della Champions League e a quel punto il viaggio in Cina diventerebbe complicato. Poi c’è la questione economica: chiudere il contratto ad agosto 2013 significherebbe per la Lega la possibilità di negoziare con le autorità cinesi un nuovo accordo, magari più vantaggioso.
Anche la Lazio preferirebbe giocare in Cina per poter incassare i 1,5 milioni di euro per club (sui 4 complessivi assicurati da Pechino) che nessun altro è in grado di garantire.

Ieri nell’assemblea della Lega lo scontro tra Claudio Lotito e Andrea Agnelli si è manifestato apertamente. Il patron biancoceleste ha rimproverato al collega di pensare solo ai propri interessi:

La Lega ha assunto un impegno internazionale, è una questione di immagine. Non ci sono motivi oggettivi per non andare in Cina. Tu pensi al tuo orticello, ti sei organizzato la tua tournée ma pure io potevo andare in Sud America, mi offrivano 2 milioni, però ho rinunciato. Cosa succede se in futuro altri club rifiuteranno la Cina? Pagheresti tu i danni agli organizzatori?

Agnelli ha replicato, ipotizzando la proroga del contratto:

Non c’è nessun obbligo a giocare la Supercoppa in Cina quest’anno. La scelta è della Lega, a suo insindacabile giudizio, ed è possibile estendere la scadenza del contratto fino al 2016, tanto più che dal prossimo anno si libera la finestra Fifa di Ferragosto.

Quale sarà l’epilogo della vicenda? Ieri a mezzanotte è scaduto il termine per vincolare gli organizzatori di Pechino sulla prossima edizione, da disputarsi il 10 agosto. Dunque le alternative ad oggi in campo sono: il 10 agosto in Nord
America
(New York o Toronto), il 18 in Italia o il 24 in Cina, con conseguente slittamento del debutto in campionato di Juve e Lazio. L’ipotesi Emirati Arabi è tramontata. Se si restasse in Italia, Agnelli sarebbe disposto a rinunciare allo stadio di Torino per spostare l’evento in una struttura più capiente (San Siro o Olimpico) per massimizzare gli introiti, tentanto così di arginare le inevitabili perdite economiche della Lazio.

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