Calcioscommesse: Bari -1 punto, respinti molti patteggiamenti

Dei 33 tesserati presenti oggi davanti alla Disciplinare per il filone Bari-bis, in pochi hanno ottenuto uno sconto di pena

La Commissione Disciplinare, presieduta dall’avvocato Sergio Artico, è all’opera da stamane per il filone Bari-bis del Calcioscommesse. Davanti al primo grado della giustizia sportiva si sono presentati molti degli ‘attori’ coinvolti dalle indagini della procura pugliese e che riguarda la presunta combine di alcune gare della serie B, nello specifico Bari-Treviso 0-1 (11 maggio 2008) e Salernitana-Bari 3-2 (23 maggio 2009). L’istanza di patteggiamento della società calcistica di Bari è subito stata accolta: i ‘Galletti’ il prossimo anno inizieranno il campionato di serie B con un punto di penalizzazione, oltre a dover pagare un’ammenda di 25 mila euro.

La Commissione Disciplinare, poi, ha accolto anche i patteggiamenti di Nicola Santoni (9 mesi in continuazione) e di Cristian Stellini (6 mesi in continuazione), ex collaboratore del tecnico della Juventus, Antonio Conte. La notizia, è però la miriade di patteggiamenti respinti tra i 33 tesserati coinvolti nel secondo filone barese. Respinte, tra gli altri, l’istanza di Alessandro Gazzi (2 mesi, 20 giorni e 20 mila euro di ammenda) e di Simone Cavalli (3 mesi) con la motivazione che “non ricorrono  i presupposti per l’applicazione dell’articolo 24” – ossia la collaborazione fattiva – e nello specifico solo per Gazzi perché “non ha dato un contributo per scoprire qualcosa di nuovo che non fosse già negli atti”. Insomma, come abbiamo imparato ormai dal funzionamento della giustizia sportiva, se non fai nomi e non testimoni su episodi (perché magari realmente non ne hai) non ottieni alcuno sconto di pena. “Agghiacciante”, come direbbe proprio Antonio Conte, le pene sono commisurate ai nomi e agli episodi che racconti davanti ai magistrati sportivi.

Per la cronaca, sono state respinte anche le istanze di patteggiamento di Andrea Masiello (1 mese e 20 mila euro di multa in continuazione) e Marco Esposito (1 anno e 2 mesi), poiché le proposte non sono state ritenute congrue dalla corte giudicante.

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