Croazia, Simunic nell’occhio del ciclone: cori nazisti dopo la vittoria con l’Islanda

Il difensore croato accusato di aver festeggiato la qualificazione con cori nazisti, il video.

Dopo la qualificazioni ai mondiali in Croazia sono scoppiate le polemiche, la causa è da ricercare nei festeggiamenti un po’ sopra le righe di uno dei giocatori di Niko Kovac. Si tratta del capitano della Dinamo Zagabria, l’esperto Josip Simunic. Il difensore trentacinquenne dopo il fischio finale della partita con l’Islanda ha preso un microfono è ha iniziato ad arringare la folla, fin qui niente di male, poi però si è rivolto ai tifosi con il grido “Per la patria! (Za dom!)”, al quale il pubblico ha risposto “Pronti! (Spremni!)”. Questa frase era lo slogano dei nazisti croati durante la secondo guerra mondiale, il loro leader, Ante Pavelic, con la benedizione di Hitler e Mussolini fondò lo Stato Indipendente di Croazia, adottando le leggi razziali in vigore in Germania estendendole anche ai serbi.

Appare evidente che la trovata di Simunic non si distingua certo per acume, immediate le proteste dalla stampa e in seguito anche da parte del Ministro dello Sport. Il giocatore ha risposto stizzito: “Avevo sempre voluto farlo, la gente dovrebbe studiare un po’ di storia”. Non l’ha presa bene nemmeno l’associazione dei combattenti antifascisti croati, ex partigiani per capirci, che ha chiesto alla Federazione di prendere provvedimenti contro il proprio tesserato. E di sicuro la vicenda non si chiuderà con una semplice ramanzina, la Croazia in passato per cori analoghi è già stata multata dalla Uefa e dalla Fifa.

Simunic, avendo capito di averla fatta grossa, ha affidato le sue scuse a mente fredda al suo profilo Facebook. Il difensore ha cercato di spiegare meglio quello che è accaduto e i motivi che l’hanno spinto ad un simile festeggiamento, non rinnegando quanto accaduto ma prendendo comunque le distanze da ogni forma di discriminazione: “Non ho fatto niente di sbagliato, stavo supportando la mia Croazia, la mia patria, se qualcuno ha qualcosa in contrario è un suo problema. Nelle mie parole non c’era niente di politico, ma solo il mio amore per la mia gente e il mio Paese. Il pensiero che qualcuno possa associarle a forme di odio o violenza mi terrorizza”. Chissà se basteranno delle scuse pubblicate su un social network.

Croazia – Islanda 2-0 | La fotogallery