“Ronaldinho è un macaco”, l’insulto razzista di un politico messicano

Un politico messicano insulta Ronaldinho definendolo “un macaco”. Il brasiliano si è appena trasferito al Queretaro

Declinate le offerte provenienti dall’Indian Super League e da alcuni club europei non di prima fascia, Ronaldinho Gaucho ha deciso di concedersi un’ultima esperienza calcistica in Messico, al Queretaro Futbol Club. La notizia del suo trasferimento è passata quasi inosservata. A destare attenzione è stato lo stesso attaccante che non ha nascosto di aver deciso di giocare in Messico anche per concedersi qualche svago con le ragazze locali. Un’affermazione che ha fatto discutere ma che è nulla in confronto con la gravità dell’insulto razzista di cui è stato vittima proprio Dinho.

Autore del “galante apprezzamento” è stato un politico locale messicano, Carlos Treviño Nuñez, che ha utilizzato i social network per esternare il suo pensiero sul calcio e, in particolare, sull’arrivo dell’ex attaccante rossonero nel campionato messicano.

Sono tollerante, ma detesto il calcio. perchè la gente inonda le strade e ci ingorga il traffico facendoci arrivare tardi a casa. E tutto per vedere un macaco. Brasiliano va bene, ma macaco. E’ un circo ridicolo

Queste le parole di Nunez, riprese anche dalla Gazzetta e subito rimosse allorchè, immediata, si è scatenata una bufera mediatica nei suoi confronti con numerose e autorevoli critiche provenienti anche dal Brasile. Ronaldinho che ancora non ha esordito con la sua nuova squadra, non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo. In sua difesa si è schierato il Queretero con un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito in cui chiede una condanna esemplare per Nunez appellandosi alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che stabilisce l’uguaglianza “in dignità e in diritti” di tutti gli esseri umani.

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