Stangata sulla Juve: 2 giornate di squalifica a Conte e Bonucci, 1 a Chiellini. Marotta inibito fino al 18 Febbraio

Stangata sulla Juventus. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha squalificato per due giornate Antonio Conte e Leonardo Bonucci per le proteste in campo dopo il fischio finale di Juventus - Genoa. Una giornata invece a Giorgio Chiellini, in questo periodo infortunato, che è sceso dagli spalti dello Juventus Stadium per unirsi alle proteste dei suoi compagni. Inibito fino al 18 Febbraio l'Ad Beppe Marotta che ai microfoni di Sky e Mediaset nel post partita aveva messo in dubbio la serenità dell'arbitro Marco Guida in quanto proveniente da Torre Annunziata, cittadina in provincia di Napoli.

Ecco l'estratto del comunicato ufficiale N. 137 DEL 28 gennaio 2013 della FIGC, riguardante la Juventus ed i suoi tesserati:

SQUALIFICA PER DUE GIORNATE EFFETTIVE DI GARA ED AMMENDA DI € 10.000,00

BONUCCI Leonardo (Juventus): per avere, al termine della gara, uscendo dal terreno di giuoco, contestato platealmente l'operato degli Ufficiali di gara rivolgendo al Quarto Ufficiale un'espressione ingiuriosa, e per aver poco dopo, negli spogliatoi, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti di un Arbitro addizionale rivolgendogli espressioni ingiuriose.

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA ED AMMENDA DI € 5.000,00

CHIELLINI Giorgio (Juventus): per avere, al termine della gara, entrando sul terreno di giuoco senza autorizzazione, contestato platealmente l'operato degli Ufficiali di gara.

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA

VUCINIC Mirko (Juventus): per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; già diffidato (Quarta sanzione).

PER PROTESTE NEI CONFRONTI DEGLI UFFICIALI DI GARA: AMMONIZIONE (QUINTA SANZIONE)

LICHTSTEINER Stephan (Juventus)

SQUALIFICA PER DUE GIORNATE EFFETTIVE DI GARA ED AMMENDA DI € 10.000,00

CONTE Antonio (Juventus): per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, fronteggiato con atteggiamento intimidatorio il Direttore di gara e un Arbitro addizionale, contestando il loro operato con espressioni ingiuriose, che reiterava poco dopo negli spogliatoi.

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA' IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA' NELL'AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 18 FEBBRAIO 2013

MAROTTA Giuseppe (Juventus): per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, contestato l'operato degli Ufficiali di gara, rivolgendo all'Arbitro, con atteggiamento intimidatorio, espressioni ingiuriose.

AMMENDA di € 50.000,00

Alla Soc. JUVENTUS per avere suoi sostenitori, al termine della gara, indirizzato numerosi sputi agli Ufficiali di gara mentre uscivano dal recinto di giuoco, colpendoli al volto e sulla divisa; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettere a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

De Sanctis contro Conte e Marotta: "La vergogna sono loro"

Poteva andare peggio. Nel senso, le polemiche potevano essere anche più violente. Invece la scelta del Napoli, di Mazzarri in primis e degli altri protagonisti del calcio, è stata prudente. Nonostante le sollecitazioni dei giornalisti nessuno ha voluto commentare i fatti di Juventus - Genoa, con i torti arbitrali subiti dai bianconeri e la veemente reazione di Antonio Conte e Beppe Marotta nel post partita.

Un'eccezione c'è stata, però, rappresentata da Morgan De Sanctis, il portiere del Napoli. Dopo Parma - Napoli 1-2 l'estremo difensore si è fermato ai microfoni e ha sparato a zero contro i protagonisti della querelle.

A proposito della sfida scudetto con la Juventus, credo che la pressione non possa infastidire la squadra bianconera, che è un club esperto. Anche se tutto quello che è successo contro il Genoa dopo il 90’ mi fa pensare al contrario: tutte le chiacchiere da parte di tesserati della Juventus, secondo me, dovrebbero essere analizzate molto dettagliatamente e mi auguro che le istituzioni lo facciano bene. Ho sentito pronunciare la parola ‘vergogna’, un termine molto azzeccato per tutto quello che è successo alla fine della partita.

Non esattamente una dichiarazione in grado di stemperare la tensione, ma comunque "isolata" al punto da aver lasciato l'impressione che il Napoli si ritenga estraneo a certe polemiche, anche quelle con riferimenti "territoriali".

Conte e Marotta al veleno dopo Juventus - Genoa

Antonio Conte furibondo

Juventus - Genoa, Antonio Conte furibondo nel post partita

Juventus - Genoa, Antonio Conte furibondo nel post partita
Juventus - Genoa, Antonio Conte furibondo nel post partita
Juventus - Genoa, Antonio Conte furibondo nel post partita
Juventus - Genoa, Antonio Conte furibondo nel post partita

E così cala il sipario su un anticipo del sabato velenosissimo: Juventus - Genoa del 26 gennaio 2013 non si ricorderà per la partita (che non è stata nemmeno granché), per il gol di Quagliarella o per il pareggio di Borriello, ma per le polemiche, i veleni e le dichiarazioni del post-partita.

Antonio Conte scatenato contro l'arbitro e il suo «non me la sono sentita» sul fallo da rigore. Enrico Preziosi che chiede l'ufficio inchiesta per l'allenatore dei bianconeri. Il d.g. Beppe Marotta che si lascia scappare un'osservazione sulla designazione arbitrale e sul fatto che Guida venga da Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti perché la polemica prosegua anche domani.

Juventus - Genoa, il precedente dell'11 marzo 2012

Genoa - Juventus - 11 marzo 2012, Antonio Conte squalificato

C'è un precedente recentissimo di polemiche e veleni fra Juventus e Genoa. Risale al marzo del 2012. L'11 marzo, per la precisione. Anche allora fu pari: Antonio Conte era squalificato, i bianconeri uscirono dal Ferraris con uno 0-0, recriminando. La Juventus lasciò Marassi senza rilasciare dichiarazioni. Su Twitter, la società scrisse: «Le immagini parlano da sole».

Almeno tre gli episodi incriminati, allora, a danno della Juventus (ecco la nostra moviola). Al 17', Carvalho strattona Matri in area di rigore. Nulla da sanzionare secondo Rizzoli, che dirige l'incontro. Al 28' c'è un probabile fallo di mano di Sculli (ma le immagini non chiariscono la volontarietà, che lo scorso anno era determinante) La terna arbitrale sbaglia, poi, al 26' del secondo tempo: Pepe segna per la Juventus, ma il gol viene annullato per fuorigioco, inesistente. Due, invece, le recriminazioni del Genoa: al 32' della ripresa Marchisio interviene su Palacio in area della Juventus. Il rigore ci può stare. Al 91' Pirlo spazza in area, entra in contatto con Marco Rossi, il Genoa chiede il rigore, che sembra molto meno evidente del precedente.

Se la Juve non rilasciò dichiarazioni, Preziosi utilizzò la stessa retorica messa in campo stasera: recriminò a sua volta.

«Un rigore o c'è o non c'è, per me quello su Rossi c'era, come il gol di Pepe. Non ho ancora chiesto spiegazioni all'arbitro, ma sono sereno non arrabbiato e non voglio far polemica. Ma se si chiede in modo civile ci si può attendere una risposta. Il silenzio stampa della Juve per gli episodi? Allora guardino le immagini del 95'».

Enrico Preziosi: «Conte da ufficio inchiesta»

Enrico Preziosi

Il Presidente del Genoa Enrico Preziosi non ammette l'errore arbitrale e, anzi, si scatena contro Conte, ai microfoni di Sky:

«C'è arroganza da parte di Conte. Ho visto solo un allenatore aggredire e proferire parole come 'vergogna', cosa per cui altri allenatori o dirigenti sono stati deferiti: mi aspetto che si faccia qualcosa».



Poi, il calderone (con l'immancabile gol fantasma di Muntari, buono per tutte le stagioni):

«C'era un fallo da rigore da parte di Vucinic e il Genoa non ha fatto tutto queste proteste, il Milan ha perso uno scudetto per il gol di Muntari».

Quindi, Preziosi si esprime sull'episodio contestato:

«Secondo me non c'è rigore. Sono tre anni che non parlo di arbitri. Non ho mai visto un calciatore scivolare con le braccia attaccate al corpo. La Juve non può aggredire l'arbitro, le società queste cose non le possono fare. Le parole di Conte vanno direttamente all'ufficio inchiesta e poi non si può etichettare un direttore di gara come un arbitro giovane o del sud. Bisogna accettare le decisioni in modo più pacato. Ma vergogna di che? Alcune società hanno sempre il diritto di prevaricare altri club e questo deve finire».

Giuseppe Marotta: «Guida di Torre Annunziata, era in difficoltà»

Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta rincara la dose, sempre a Sky, e dà ragione a Conte.

«Che senso ha avere sei arbitri se poi c'è distonia tra il giudice di porta e quello che poi decide l'arbitro? Il tocco di Granqvist è molto scomposto e lui trae vantaggio dal suo errore. Così la Juve è stata doppiamente svantaggiata. Questo non va bene. Non ha senso avere un giudice di porta che non viene seguito in quello che decide».

Poi cita il precedente contro il Milan a San Siro:

«Se andate a rivedere il rigore che ci è stato fischiato contro su Isla nell'ultimo Milan-Juventus evidentemente è sicuramente molto meno».

Poi il d.g. della Juve si lascia scappare un commento che sarà destinato ad alimentare ulteriormente le polemiche, visto che tira nuovamente in ballo il Napoli.

«L'arbitro Guida di Torre Annunziata in provincia di Napoli probabilmente era in difficoltà. Una designazione così difficile, se la si dà a un arbitro della provincia di Napoli. Quindi contesto anche la designazione, ma è una contestazione, non c'è malafede, non c'è nulla. La designazione è una designazione che mette in difficoltà un arbitro giovane, perché voi immaginate se dovesse andare ad arbitrare il Napoli un arbitro di Torino! Evidentemente sarebbe in difficoltà. Io non sto parlando di malafede. Guida è un ottimo ragazzo, una brava persona e un buon arbitro. Questa designazione mette in difficoltà un giovane arbitro. E l'occasione è stata proprio questa, al 94' l'arbitro è in difficoltà se è della provincia di Napoli» [...] «A voi l'interpretazione. Quando una persona dice "non me la sono sentita" cosa vuol dire?»

Antonio Conte a Sky

Juventus - Genoa 26 gennaio 2013 Antonio Conte furibondo

Antonio Conte si sfoga ai microfoni di Sky e svela quel che gli ha detto Guida.

«C'è poco da spiegare, tutti hanno visto la gara e determinati episodi. Oggi penso che siamo andati un po' oltre alcune situazioni, accetto che mi si dica "non ho visto, ho sbagliato". E non che "non me la sono sentita". Questo non lo accetto, perché questo non è calcio».

Sarebbe stata questa la versione offerta dal giudice di gara. Conte ha proseguito:

«Se io mi devo sentir dire dall'assistente d'area di rigore che ha visto e ha dato il rigore, l'arbitro non può dire "non me la sono sentita". Mi dispiace, non è calcio questo. Se questo è il calcio, bisogna fare una riflessione tutti quanti».

L'allenatore della Juventus va a ruota libera, recrimina, ricorda cosa accade se ci sono episodi a favore dei bianconeri:

«C'è da dire "lasciate stare, lascio il patentino e me ne vado". Questa è la verità. C'è da dire "questo non è più sport».

«Già l'anno scorso ci siamo permessi di lamentarci a Parma e ci hanno detto che "tutti si possono lamentare e la Juve no". Non ci lamentiamo. Penso che oggi tutti quanti abbiano visto quello che c'era da vedere. Il rigore su Vucinic, quello su Pogba, tre minuti di recupero con tutte le situazioni di gioco fermo che ci sono state. Siamo esseri umani e possiamo sbagliare tutti, però bisogna prendersi le proprie responsabilità».

Juventus-Genoa, il post partita dei veleni

Il post partita di Juventus - Genoa è un tripudio di polemiche e di veleni, che seguono al rigore non dato per fallo di mano di Granqvist nell'ultimo minuto di recupero.

Antonio Conte, al fischio finale, è entrato in campo furibondo e, stando alle immagini, ha chiesto a Romeo (arbitro d'area) se avesse detto che era mani o meno. Alla conferma di Romeo, Conte si è scatenato contro l'arbitro Guida.

Il quale, poco dopo, ha ammonito, a partita finita, Lichsteiner, mentre l'allenatore della Juve ritornava a testa bassa e passo furente negli spogliatoi.

Foto @ Getty Images

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