Pulvirenti a gamba tesa: “Capisco Moratti, Catania – Juve il più grande scandalo”

Il presidente del Catania dice la sua sugli errori arbitrali che hanno caratterizzato la giornata di ieri, poi ricorda Catania – Juve.

Le decisioni arbitrali di Andrea Gervasoni nel corso di Inter – Atalanta hanno scatenato un mare di polemico, già ieri sera Andrea Stramaccioni e Massimo Moratti avevano attaccato senza remore il fischietto, con il presidente nerazzurro che addirittura arrivò a dichiarare di non credere nella sua buona fede. Affermazioni gravissime di cui sicuramente il numero uno interista dovrà rendere conto nelle sedi appropriate. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Catania, ad Antonino Pulvirenti è stato chiesto cosa pensasse dell’operato dei direttori di gara, con particolare riferimento alle controverse decisioni della giornata di ieri, e il numero uno degli etnei non si è fatto pregare, ha risposto alzando a sua volta il tono dello scontro.

Il siciliano dice di capire lo stato d’animo di Moratti, anche se non crede nella malafede dell’arbitro, ma riconosce che le sue esternazioni possano essere frutto dalla delusione provocata dalla sconfitta. Insomma cose che capitano, nulla in confronto a quello che è accaduto al suo Catania contro la Juventus nel girone di andata:

Qualcosa di brutto c’è stato, a noi è accaduto altre volte e ora piange qualcun altro, però non è bello. Il rigore contro l’Inter? Parliamo di corda in casa dell’impiccato, a noi è successo il più grande scandalo calcistico di sempre contro la Juventus, il più grande errore nella storia del calcio. Queste cose a confronto mi sembrano normali. C’è da dire che siamo arrivati alla fine del campionato, gli obiettivi sono vicini e le polemiche aumentano – ha quindi sottolineato Pulvirenti provando ad abbassare i toni. L’arbitro di Inter-Atalanta ha visto così e non mi sembra ci sia nulla di scandaloso. Moratti ha parlato di malafede? Non sono d’accordo con quello che ha detto il presidente dell’Inter, non credo ci sia malafede da parte degli arbitri e se lo dico io… la malafede lasciamola perdere, c’è la rabbia perchè hai perso la partita, tutto qui.

Un atto quasi dovuto quello del presidente del Catania, almeno dal suo punto di vista, che lo scorso ottobre in seguito alla sfida persa al Massimino con i bianconeri incassò la solidarietà del collega milanese che definì assurda e inquietante la situazione, escludendo però categoricamente la presenza di malafede:

La partita di ieri a Catania un po’ di impressione l’ha fatta. Non vorrei però arrivare alla sfida di sabato acuendo la non grandissima simpatia tra le tifoserie di Inter e Juventus. Non credo ci sia bisogno di sottolineare quel che i giornali hanno sottolineato perfettamente.È una situazione assurda quella di ieri, ma bisogna pensare sempre che sia solo un errore e che non si ripeta.

Evidenemente in questi mesi il numero uno dell’Inter ha cambiato idea, adesso la malafede c’è eccome, ma in questo caso è il suo omologo catanese a escluderla, lui che a fine ottobre invece si diceva convinto che ci fosse qualcosa di strano: “Non so se ha senso andare avanti così, è il terzo episodio contro fra Parma, Inter e ora Juventus. C’è qualcosa di più della sudditanza psicologica. Insomma i presidenti e i vari tesserati spesso non riescono a mantenere una linea coerente nelle loro dichiarazioni, mostrandosi più o meno indignati a seconda di come soffia il vento o di come fischiano gli arbitri.

In tutto ciò è bene sottolineare che il rigore assegnato ieri sera all’Atalanta ieri sera è assolutamente inesistente, un’invenzione del direttore di gara o dei suoi collaboratori, così come furono oggettivamente clamorosi gli errori del Massimino, il gol di Bergessio non era da annullare, quello di Vidal era viziato da una posizione di fuorigioco di Bendtner anche se millimetrica. Curioso è il fatto è che entrambe le partite siano state dirette da Gervasoni, che può definirsi quanto meno sfortunato, anche se nel caso del Massimino le responsabilità maggiori erano da addebbitare al guardalinee Maggiani e all’arbitro di linea Rizzoli.

Quello he non si può accettare sono i continui attacchi alla classe arbitrale, fatti con sistematica regolarità un po’ da tutte le società quando gli errori sono a loro sfavore. Questo atteggiamento, amplificato dai media che usano irresponsabilmente la loro cassa di risonanza, finiscono sì per condizionare gli uomini, perché di questo si tratta, che domenica dopo domenica devono scendere in campo per arbitrare. Ci vorrebbe un po’ più di equilibrio e ricordarsi che a tutti può capitare di sbagliare, la clamorosa occasione mancata da Ranocchia nel finale della sfida di ieri sera non ha prodotto meno danni del rigore fischiato da Gervasoni sul 3-1, di questo però nessuno sembra volerne parlare.